Cresce il ruolo strategico delle PMI guidate da donne
- Silvia Malandrin
- 3 ore fa
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Roma, aprile 2026 – Si è svolto nei giorni scorsi nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro al Senato della Repubblica, il convegno “Donne e impresa. Internazionalizzazione delle PMI per il futuro del Made in Italy”, promosso da DOMINAE – Associazione delle Donne del Made in Italy nel Mondo su iniziativa del Senatore Marco Scurria.

L’incontro. Moderato da Silvia Troiani, Giurista e Pubblicista, ha riunito istituzioni, imprese e protagoniste del sistema economico italiano attorno a un tema sempre più strategico: il ruolo dell’imprenditoria femminile nei processi di internazionalizzazione e nella crescita del Made in Italy. “Le donne quando raccontano sé stesse, le loro imprese e l’Italia, generano valore reale fatto di fiducia, relazioni e visione. La crescita della nostra Nazione passa anche da qui, dalla piena realizzazione femminile nel lavoro. Non è solo equità, è competitività, innovazione, futuro” ha dichiarato il Senatore Marco Scurria che ha aperto i lavori richiamando anche la necessità di una visione strutturata capace di accompagnare le imprese nei mercati esteri.
A seguire, Fabiana Romano, Presidente e fondatrice di DOMINAE, ha tracciato il quadro del ruolo dell’imprenditoria femminile nell’economia italiana: oltre 1,3 milioni di imprese guidate da donne, pari al 22% del totale nazionale, con una crescita delle società di capitali femminili (+45% dal 2014) e una presenza sempre più incisiva nei settori strategici del Made in Italy, dalla moda all’agroalimentare, dal design alla sostenibilità.
In questo contesto, Romano ha evidenziato come il vero fattore competitivo si giochi oggi sulla capacità delle PMI di costruire relazioni solide e durature nei mercati esteri, rilanciando il ruolo delle reti come leva strategica per l’internazionalizzazione. Ha dichiarato: “DOMINAE è una rete agile e operativa, creata da imprenditrici per imprenditrici, che trasforma la resilienza in vantaggio competitivo concreto. In un mondo che alza muri, costruiamo ponti umani e alleanze fondate sulla fiducia, accompagnando le imprese nei mercati internazionali con strumenti, relazioni e competenze”.

Su questo asse si è inserito anche il contributo internazionale, con l’Ambasciatore della Repubblica di Serbia, Mirjana Jeremic, che ha illustrato le dinamiche di crescita dell’imprenditoria femminile nel proprio Paese e le politiche di sostegno attivate, sottolineando come sempre più donne stiano assumendo ruoli di leadership contribuendo in modo concreto allo sviluppo economico.
Una prospettiva operativa è arrivata dall’Avv. Manuela Traldi, Presidente della Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana, che ha evidenziato come l’internazionalizzazione rappresenti oggi un vero driver di crescita per le imprese del Made in Italy. Ha, inoltre, richiamato il valore strategico dei mercati emergenti e la necessità di costruire relazioni stabili e continuative per competere con efficacia sui mercati esteri.
In questo quadro si inserisce il contributo di Tiziana Pompei, Vicesegretario Generale di Unioncamere, che ha richiamato il ruolo dell’istituzione nel sostenere la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese, attraverso una rete articolata di Camere di Commercio all’estero e strumenti dedicati all’accompagnamento sui mercati internazionali. Pompei ha sottolineato come, nonostante la qualità e il forte radicamento territoriale che caratterizzano l’imprenditoria femminile, la presenza sui mercati esteri resti ancora limitata, evidenziando la necessità di ampliare la base delle imprese esportatrici.
Diventa centrale lavorare su conoscenza e dati, rafforzare competenze e percorsi formativi e valorizzare il ruolo delle reti, all’interno delle quali le imprese femminili dimostrano una particolare capacità di crescita. Tra le leve individuate, anche la certificazione della parità di genere, che può contribuire a rafforzare credibilità e solidità delle aziende sui mercati internazionali, rendendole più attrattive e competitive.
Il tema delle relazioni ha attraversato l’intero confronto come uno dei fili conduttori più significativi. Giovanni Giugliano, Vicedirettore di Confagricoltura Salerno, ha quindi evidenziato il valore dei network – in particolare nei territori – e la capacità di leggere e utilizzare i dati come leve decisive per orientare le strategie di crescita e innovazione.
Nel contesto si inserisce l’intervento di Romina Nicoletti, Presidente dell’Associazione Italian Delegation Made in Italy, che ha portato una prospettiva operativa sull’accompagnamento delle PMI nei mercati esteri, evidenziando il valore di modelli flessibili come il temporary export management e l’importanza di un posizionamento strategico del Made in Italy nei mercati internazionali.
Accanto alla dimensione strategica, le testimonianze imprenditoriali hanno restituito uno spaccato concreto del fare impresa oggi. Alessia Antinori, Vice Presidente Marchesi Antinori SpA, ha raccontato un modello capace di coniugare radici profonde e apertura internazionale, mentre Benedetta Bruzziches, Founder Bruzziches Brothers Srl, ha posto l’attenzione sulla necessità di sostenere le piccole realtà manifatturiere, valorizzando competenze e comunità produttive locali.
Un richiamo al valore del capitale umano e del lavoro di squadra è arrivato da Monica Zoli, Vice Presidente Dino Zoli Group, mentre Valentina Tepedino, Direttore Eurofishmarket Srl, ha evidenziato le criticità di filiere meno visibili, come quella ittica, dove il contributo femminile è ancora poco riconosciuto. Rossella Spatola, Founder Teorema Mediterraneo Srl, ha infine sottolineato il ruolo della formazione e della cultura del prodotto nel rafforzare il posizionamento del Made in Italy, spostando il focus dalla competizione sul prezzo al valore.

Nel corso del dibattito ha preso forma una visione condivisa: la leadership femminile si conferma un fattore distintivo nei processi di internazionalizzazione, grazie alla capacità di costruire relazioni di lungo periodo e generare fiducia. A chiudere il confronto, è stata ribadita la centralità di un approccio integrato, in cui innovazione, qualità e coerenza di filiera rappresentano leve fondamentali per rafforzare la presenza del Made in Italy nel mondo.
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