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“Dal sapere al saper fare”: l’Associazione Marchi Storici lancia l’allarme sulle competenze, il 46% dei profili cercati è introvabile



Roma – Nelle imprese italiane, quasi un'assunzione su due è oggi di difficile reperimento. In settori nevralgici per l’economia nazionale, come le costruzioni e l’industria metalmeccanica, le difficoltà di reclutamento superano la soglia critica del 60%, con una media di 4,5 mesi necessari per individuare le figure professionali richieste. È partendo da questi dati allarmanti, elaborati dal CNEL e Unioncamere, che si è aperto il 26 marzo, alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a Palazzo Piacentini l’evento “Dal sapere al saper fare”, organizzato dall’Associazione Marchi Storici d’Italia in collaborazione con la Fondazione imprese e competenze per il Made in Italy e patrocinato dal Consiglio Nazionale dei Giovani.


Oggi celebriamo un traguardo significativo: 1.000 Marchi Storici iscritti nel Registro speciale dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Mille realtà che incarnano la storia produttiva del Paese e indicano la strada: qualità, eccellenza, identità e innovazione. Un traguardo che si inserisce nel programma delle oltre 800 iniziative della Giornata nazionale del Made in Italy 2026, che si svolgerà il prossimo 15 aprile, anniversario della nascita di Leonardo da Vinci: il genio che meglio esprime la capacità di coniugare identità, storia, cultura, arte e innovazione. Una giornata nazionale che quest’anno abbiamo dedicato al tema della formazione. È fondamentale rafforzare il collegamento tra Marchi Storici e sistema formativo: competenze solide applicate alla produzione alimentano innovazione e competitività. Il nostro impegno è chiaro: sostenere i Marchi Storici, favorire la collaborazione con scuole e istituzioni formative e creare percorsi per i giovani”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso.


“La sfida delle competenze è oggi la priorità strategica per blindare il futuro del Made in Italy”, ha commentato Massimo Caputi, Presidente dell’Associazione Marchi Storici. “Il sistema formativo e quello produttivo operano ancora su binari paralleli: il mismatch è alimentato dall'inadeguatezza dei profili rispetto alle reali esigenze delle filiere, da fragilità nei processi di orientamento e da una carenza di competenze tecniche e operative. Abbiamo bisogno di figure non solo dotate di competenze tecnico-specialistiche, ma anche capaci di coniugare il saper fare con una generalizzata cultura d’impresa. È essenziale ridurre il divario tra scuola e industria, valorizzando il saper fare distintivo delle nostre filiere e governando il passaggio generazionale, così da garantire continuità e competitività al sistema Paese”.



“L’evento “Dal sapere al saper fare”, promosso dall’Associazione Marchi Storici d’Italia, ha posto l’attenzione sul crescente disallineamento tra domanda e offerta di lavoro nel Paese. Attualmente, circa il 46% dei profili ricercati risulta di difficile reperimento, con punte superiori al 60% nei settori delle costruzioni e della metalmeccanica. Tale criticità è riconducibile principalmente alla distanza tra sistema formativo e sistema produttivo, nonché alla carenza di competenze tecniche e operative adeguate. È stata sottolineata l’importanza di integrare conoscenze teoriche e capacità pratiche per sostenere la competitività del Made in Italy.


Le competenze artigianali e il know-how territoriale rappresentano un patrimonio strategico da valorizzare e tutelare. Si evidenzia inoltre la necessità di migliorare l’orientamento e la percezione dei giovani verso tali percorsi professionali.” così Giovanni Brugnoli, Presidente della Fondazione imprese e competenze per il Made in Italy. “Il resto del mondo potrà colmare i divari tecnici grazie a quella che possiamo definire una vera e propria “protesi tecnologica”, come l’intelligenza artificiale” ha aggiunto Armando De Nigris, Vicepresidente dell’Associazione Marchi Storici e Presidente del Gruppo Giovani. “Ciò che, invece, non potrà essere replicato con la stessa immediatezza è la capacità creativa dei nostri giovani, il nostro approccio profondamente umano e la nostra cultura del fare. Le nostre sono imprese che hanno saputo coniugare tradizione e innovazione, mantenendo viva una continuità che oggi passa nelle mani delle nuove generazioni”.


Nel corso dell’evento è stata inoltre presentata ufficialmente la nuova campagna 2026 del Gruppo Giovani, dal titolo “Insieme, facciamo il futuro”. Abbandonando il modello delle testimonianze singole, la campagna punta sulla forza visiva dell’unione: uno spot d'impatto che vede protagonisti i volti di 20 giovani imprenditori dell’Associazione, a testimonianza di un patrimonio storico che sa rinnovarsi e rigenerarsi attraverso l’energia delle nuove generazioni. La campagna sarà diffusa a livello internazionale, anche attraverso il coinvolgimento della Rete diplomatico-consolare del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.


La campagna vede protagonisti: Angelica Faotto (Silcart), Anna Cento (Cimbali Group), Edoardo Arecco (Gabetti), Elisa Belvedere Mazzetti (Mazzetti d’Altavilla), Federica Morgante (Morgante), Federico Becattini (Savio Firmino), Francesco Vena (Lucano 1894), Gaia Evangelisti (Mazzetti d’Altavilla), Letizia Roncoroni (Roncoroni), Luca Cervellione Pallini (Pallini), Luna Zonfrillo (Mercurio Misura), Marcello De Nigris (De Nigris 1889), Matteo Fornasari (Gabetti), Olimpia Caputi (Terme di Saturnia), Romilda Roncoroni (Roncoroni), Susanna Toschi (Toschi), Tommaso Canella (Canella), Tommaso Inghirami (Inghirami Company).


Maggiori informazioni e contenuti della campagna sono disponibili al seguente link: https://marchistorici.com/campagna-giovani-dei-marchi-storici-2026-2/

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