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OLIMPIADI MILANO CORTINA 2026 ARMONIA DELLO STILE

E’ l’armonia il tema ed il messaggio di questa venticinquesima edizione delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026.

Una cerimonia di inaugurazione improntata, anch’essa, all’armonia e alla sobria celebrazione di un’Italia calata in un contesto internazionale che anela la pace.

Ideata da Marco Balich, anche lui orgoglio nazionale quale firma di ben 16 cerimonie di apertura delle Olimpiadi in tutto il mondo, è stata uno spettacolo di oltre 3 ore, dove l’eleganza e la raffinatezza l'hanno fatta da padrone.

Stile. Stile italiano.

Amore e psiche, Canova, i ballerini della Scala di Milano. Una partenza all’insegna della grazia.

La musica ed il bel canto italiani, Verdi, Puccini, Rossini ed una direttrice d’orchestra sui generis, quella Matilda De Angelis che si sta facendo strada nello show biz cinematografico internazionale.

I colori, con i figuranti che si muovevano sul grande vortice ricreato all’interno dello stadio San Siro, rispettando alla perfezione la scala cromatica.


L'ingresso della squadra olimpica italiana
L'ingresso della squadra olimpica italiana

E poi il tricolore.

Che entra, solenne, non banale, simboleggiato da tre file di modelle in eleganti tailleur verdi, bianchi e rossi, disegnati da quel Re Giorgio (Armani), la cui immagine campeggiava nello stadio e che ha firmato le divise degli atleti della squadra olimpica italiana.

E poi l’inno, cantato dalla Pausini che, lei si, ha sfoggiato la sua voce e la sua emozione rispetto ad una Maria Carey ingessata e priva di vibrazioni.

L’alzabandiera, con il coro a Cortina e le immagini che si spostavano da una location all’altra di questa che passerà alla storia anche come la prima Olimpiade diffusa: Milano, Cortina d’Ampezzo, Livigno, Anterselva, Predazzo.

Le delegazioni dei 63 paesi partecipanti, con la Grecia che, per tradizione apre la sfilata e l’Italia, paese ospitante, che la chiude.

Il Presidente Sergio Mattarella che apre ufficialmente i Giochi dopo aver raggiunto Milano in un tram guidato da Valentino Rossi ed un carichissimo Giovanni Malagò, Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 e Presidente del CONI, che parlato di armonia e di bellezza, di una bellezza, quella italiana, fisica e culturale, che ci è stata affidata dalla storia e di cui dobbiamo essere fieri custodi, con il richiamo a quel Rinascimento, evocato nel quadro iniziale della cerimonia, che ha messo insieme arte, vita e i valori dello sport.

Correttezza nella rivalità, sostegno dei compagni di squadra, resilienza e forza di rialzarsi nonostante le cadute, tenacia ed impegno. I valori dello sport come valori di vita sono stati sottolineati anche dalla Presidente del CIO Kirsty Coventry in un discorso motivazionale di cui potranno far tesoro gli sportivi (e non solo) ed quell’ubuntu, quella parola africana che significa “io sono perché noi siamo” che racchiude tutto lo spirito di fratellanza e pace in cui queste Olimpiadi sperano.

E poi l’orgoglio di una macchina che ha funzionato alla perfezione mostrando un’immagine dell’Italia capace di organizzare un evento di portata globale senza sbavature, di mostrare tutto il suo saper fare ed il saper essere, le sue tante eccellenze, la sua capacità di accogliere, anche con una tazza di caffè, evocata dai figuranti vestiti da caffettiere, a quella gestualità che ci contraddistingue e ci consente di farci capire al di là delle lingue e delle culture.

E poi l’accensione, anch’essa storica ed unica nella storia, di due bracieri, uno a Milano ed uno a Cortina, con le glorie degli sport invernali a portare la fiaccola da tedofori nell’ultimissimo tratto. Bracieri che sembrano cuori pulsanti, esposti all’ammirazione e all’emozione di tutti quanti vorranno ammirarli in queste due settimane di sport ai massimi livelli.

Un grande affresco di quello che significa il made in Italy nel mondo e per il resto del mondo.

Non pizza e mandolino ma cultura, moda, tecnologia, arte. Armonia.

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